Il Napoli avrà un problema in più da risolvere domenica sera: Mike Maignan è tornato dalla sosta per le nazionali mettendo il suo timbro sulla qualificazione della Francia alle semifinali di Nations League. All’andata, in Croazia, ha parato un rigore a Kramaric. Al ritorno, addirittura due nella serie finale, dopo 120 minuti tiratissimi: a Baturina e Stanisic. Insomma, il portiere del Milan s’è preso la scena, tornando a far parlare di sé tifosi e addetti ai lavori per le parate, piuttosto che a causa degli errori grossolani che finora ne hanno macchiato la stagione. Tutto sommato sotto le aspettative, il campionato di “Magic Mike”, con la traiettoria del suo rendimento decisamente lontana dai picchi raggiunti nell’anno dello scudetto rossonero.

Tra le cose positive che l’estremo difensore non ha mai fatto mancare al Diavolo, però, c’è la fattiva partecipazione al gioco. Del resto, la risalita dal basso è diventata ormai una situazione tattica molto importante per sottrarsi alla pressione esercita dagli avversari, portando la palla dalla zona di costruzione a quella dove si consolida il possesso. Generalmente, Conceiçao utilizza un trigger specifico, in grado di liberare una linea di passaggio per Walker oppure Theo Hernández. Traccia poi complicata da leggere per la controparte, specialmente al cospetto di profili dotati a vario titolo di gamba, forza fisica e abilità nei fondamentali.

Il Diavolo risale dal basso

In concreto, con il pallone gestito da Maignan, uno dei metodisti (Bondo o Fofana) si abbassa, mentre il compagno di reparto si sfila lateralmente, per fornire una eventuale soluzione fuori linea. A quel punto, la rotazione crea uno spazio dentro, con il terzino che entra dentro al campo, rimpiazzando il play. L’allenatore portoghese dunque punta tantissimo sul doppio raccordo affinché la sua squadra possa invadere la trequarti altrui, e gli half space. Per cui, una volta ricevuta palla, diventa semplice leggere la disposizione degli avversari e imbucare verso il terzetto di offensive players: Pulisic, Reijnders o Leao. Altrimenti, l’obiettivo è cercare di verticalizzare, stimolando Abraham ad attaccare la profondità.

Evidente l’intenzione di sviluppare un calcio qualitativo, attraverso un’adeguata e razionale occupazione del campo, associata a scelte efficaci, compiute in funzione delle zone da sovraccaricare. In definitiva, avere un portiere dai piedi educati produce enormi vantaggi al Milan. In primis, perché permette alla squadra di risalire il campo in modo uniforme, mantenendo strette e corte le distanze tra i reparti. Cosa che rende maggiormente fattibili le rotazioni e gli interscambi. Inoltre, consente di gestire i ritmi della gara, quindi il dispendio energetico, considerando che correre con la palla è meno faticoso che rincorrere, accelerando o diminuendo l’intensità del giropalla in base al momento della partita. E poco importa che palleggiare nella propria metà campo sia rischioso: Maignan riduce sin quasi ad azzerare le potenziali difficoltà di tenere vicinissimi alla propria porta gli attaccanti rivali. Aumentando al contempo le combinazioni, in particolare, sul breve.

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