“Foti dovrebbe essere il ministro attuatore del piano Pnrr, non il suo commissario liquidatore: in gioco è il futuro dell’Italia.” Così si è espresso il capogruppo del Pd nella commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca, durante il question time a Montecitorio. Secondo De Luca, i conti del Pnrr non tornano e, a causa del governo, il piano si è trasformato nel “Piano nazionale dei ritardi e dei rinvii”. Attualmente, la spesa è ferma al 50% delle risorse ottenute e al 30% di quelle complessive, con ancora 130 miliardi di euro da impiegare.
De Luca ha richiesto un’operazione verità, accusando il governo di aver provocato danni seguendo la cosiddetta “teoria Salvini”: eliminare i ritardi eliminando i progetti. Ha denunciato il taglio di centomila posti negli asili nido, 500 case di comunità e miliardi di investimenti nelle periferie. Inoltre, secondo indiscrezioni giornalistiche, ci sarebbe l’intenzione di ridurre anche i posti letto destinati agli alloggi universitari, un aspetto che preoccupa particolarmente.
Il capogruppo del Pd ha sottolineato che questi progetti non possono essere cancellati perché rappresentano investimenti strategici fondamentali per il diritto allo studio e la lotta contro il caro affitti, problemi che riguardano studenti in ogni area del Paese. Secondo De Luca, il governo deve assumersi le proprie responsabilità e garantire l’attuazione del Pnrr senza ulteriori rinvii o tagli che penalizzano il futuro dell’Italia.