Genoa-Napoli :Quel gemellaggio che non deve mai finire
Correva l’anno 1982, il Napoli allenato dal mister dal sigaro toscano in bocca, Marchesi, si era qualificato alla vecchia Coppa UEFA posizionandosi dietro la Fiorentina di Antognoni e la Juve di Trapattoni.
Si era all’ultima giornata di una stagione che avrebbe preceduto la cavalcata trionfale della nazionale azzurra ai mondiali di Spagna 82.
Gli azzurri che avevano il tulipano olandese Krol affrontavano allo stadio San Paolo, ancora non deturpato dai lavori e avente un bellissimo tabellone, il Genoa di un altro signore della panchina, Gigi Simoni,.
Simoni che era stato per un anno anche giocatore del Napoli sotto la guida del Petisso Pesaola.
La squadra ligure era in lotta con il diavolo rosso-nero di Giusy Farina ed Ilario Castagner per non retrocedere.
Ai rosso-blu mancava un solo punto per restare nel paradiso della serie A.
Per il Milan era necessaria la vittoria,che doveva ottenere a Cesena contro la squadra romagnola già retrocessa, per evitare l’inferno della serie B,.
Andò in vantaggio prima il Genoa con Briaschi.
Gli azzurri pareggiarono con Criscimanni, frattanto il Milan vinceva facile a Cesena.
Il goal di Musella fu una mazzata per il popolo rosso-blu.
I tifosi azzurri invece d’incitare il Napoli a chiudere la pratica Genoa, incominciarono ad incitare il Genoa.
Invitarono gli azzurri a dare una mano alla squadra rosso-blu.
E quando Luciano Castellini sbagliò il rinvio buttando il pallone in calcio d’angolo si ebbe la sensazione che qualcosa potesse accadere.
Infatti dal conseguente calcio d’angolo, Faccenda in spaccata pareggiò la partita.
Tutti furono contenti azzurri e rosso-blu.
Il diavolo rosso-nero era sceso nell’inferno della serie B.
Bearzot prese male quella faccenda e non convocò, ingiustamente, Castellini per il trionfale mondiale iberico.
Altra festa tra le due squadre si verificò quando all’ultima giornata del campionato 2007 in serie B,il pareggio tra i liguri ed i partenopei sancì la promozione di entrambe le compagini in serie A .
Le tifoserie ogni qualvolta s’incontrano inscenano festoni e bandiere per ricordare quel gemellaggio che dura da trentasette lunghi anni.
Anche se nell’ultimo periodo sembra essersi raffreddato questo gemellaggio.
E’ stato un peccato per lo sport e per il calcio se anche questo amore fra i due popoli, quello genovese e quello partenopeo è finito .
Un peccato per le nuove generazioni che non vedranno uno spettacolo di ver amicizia e di fratellanza soprattutto in questo momento in cui i valori di fratellanza e di amicizia si sono persi.
Questi i motivi enunciati nel comunicato: “L’improvvisa e persistente solidarietà – si legge testualmente – verso una tifoseria che ci ha teso un vile agguato senza nemmeno farsi carico di chiedere come stessero i ragazzi gemellati coinvolti negli scontri”. Chiaro il riferimento all’aggressione subita prima della gara con l’Inter del 26 dicembre scorso. E ancora: “Non condividiamo questa linea di tendere mani ed abbracciare compagini nemiche colpevoli di aver tolto la vita a dei nostri fratelli di viaggio”.
Inoltre, ai supporter partenopei non sono andati giù i nuovi rapporti allacciati tra gli ultras genoani e quelli di due compagini da sempre avverse a quella azzurra, come Udinese e Lazio.