Come raccontare a teatro una delle storie più belle del mondo?
Abbiamo cercato di rispondere a questa domanda in vari modi.
Innanzitutto con un cast di livello che parte da una delle migliori attrici italiane, Galatea Ranzi, per il ruolo di Anna, ma anche da un insieme di interpreti di grande livello, che vanno da Paolo Serra nel ruolo di Karenin, a Giacinto Palmarini per quello di Vronskji, a Stefano Santospago, Francesco Biscione, Debora Bernardi, Irene Tetto, Giovanna Mangiù.
Insieme col drammaturgo Gianni Garrera abbiamo deciso di non nascondere l’origine letteraria del testo ma anzi valorizzarla. Al di là dei dialoghi le parti più strettamente narrative o i commenti di Tolstoj saranno attribuiti ad un vero e proprio coro, composto dagli stessi attori che interpretano i ruoli. I pensieri dei personaggi saranno invece detti dai personaggi stessi, seguendo la lezione del Ronconi del “pasticciaccio” e configurando degli “a parte” tipici del linguaggio teatrale, come lo stesso coro.
A queste tecniche puramente teatrali ho aggiunto un montaggio veloce, cinematografico, composto di molte brevi scene e contrassegnato dalla grammatica visivo-musicale, ormai consueta nelle mie regie, di Marta Crisolini Malatesta, Gigi Saccomandi e Ran Bagno.
Come nel romanzo tutto inizia e termina con un treno, emblema del romanzo.
Naturalmente sta a noi l’arduo compito di tradurre in immagini, suoni, parole di uno dei libri che più spesso si trova sul comodino di ognuno di noi.

Luca De Fusco

Sinossi

Il romanzo si apre con una delle frasi più celebri della letteratura: “Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. Questa frase introduce uno dei temi principali del romanzo: la vita familiare e i problemi legati al matrimonio e alle relazioni affettive. Al centro della storia ci sono due vicende parallele: da un lato quella di Anna Karenina, dall’altro quella di Konstantin Levin, un proprietario terriero alla ricerca del significato della vita e dell’amore.
Anna Karenina è sposata con Aleksej Aleksandrovič Karenin, un uomo freddo e rigido che ricopre un’importante carica governativa. Sebbene il loro matrimonio sia rispettabile e rispettato dalla società, manca di vera passione e intimità. Durante un viaggio a Mosca per tentare di risolvere i problemi matrimoniali del fratello Stepan, Anna incontra il conte Aleksej Vronskij, un giovane ufficiale affascinante e carismatico. Tra Anna e Vronskij scoppia una passione travolgente che porta Anna a mettere in discussione tutto ciò che ha sempre considerato importante: il matrimonio, la famiglia e il suo ruolo nella società.
La relazione tra Anna e Vronskij diventa rapidamente un argomento di scandalo per la società russa dell’epoca. Anna, combattuta tra l’amore per Vronskij e la responsabilità verso il marito e il figlio, decide di abbandonare la sua vita precedente, sfidando le rigide convenzioni sociali. Tuttavia, il prezzo di questa scelta è altissimo: Anna viene progressivamente isolata dalla società, e la sua relazione con Vronskij, pur essendo inizialmente appassionata e romantica, comincia a deteriorarsi sotto il peso del giudizio sociale e delle aspettative reciproche.
Parallelamente alla storia di Anna, il romanzo segue la vicenda di Levin, un uomo che rappresenta l’altro lato della ricerca della felicità. Levin è profondamente innamorato di Kitty Ščerbackaja, ma la sua proposta di matrimonio viene inizialmente rifiutata a causa dell’interesse di Kitty per Vronskij. Dopo molte riflessioni e difficoltà, Levin riesce finalmente a sposare Kitty e cerca di costruire una vita felice basata sull’amore sincero e su una vita agricola semplice e onesta.
Il romanzo culmina con la tragica fine di Anna, che, oppressa dal peso dell’isolamento e dalla crescente insoddisfazione nella sua relazione con Vronskij, decide di togliersi la vita gettandosi sotto un treno. Mentre la sua vicenda termina in tragedia, la storia di Levin si conclude con una nota più positiva: egli trova una sorta di pace interiore attraverso la sua famiglia e il lavoro agricolo, pur continuando a riflettere sulle grandi domande esistenziali.

ANNA KARENINA
di Lev Tolstoj
adattamento Gianni Garrera e Luca De Fusco
regia Luca De Fusco
con Galatea Ranzi
e con Debora Bernardi, Francesco Biscione, Giovanna Mangiù, Giacinto Palmarini, Stefano Santospago, Paolo Serra, Mersila Sokoli, Irene Tetto
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Gigi Saccomandi
musiche Ran Bagno
coreografie Alessandra Panzavolta
proiezioni Alessandro Papa

produzione Teatro Stabile di Catania, Teatro Biondo Palermo

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