(ANSA) – NAPOLI, 26 FEB – La Sezione giurisdizionale della Corte dei conti della Campania, nel 2024, ha emesso 62 sentenze di condanna, per un ammontare di circa 19 milioni di euro recuperandone 3,2. I fascicoli istruttori pendenti al 31 dicembre 2024 sono risultati 9.734. Si tratta di alcuni dati emersi dalla relazione del procuratore generale della Corte dei conti della Campania Antonio Giuseppone, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Dalla relazione emerge inoltre che la procura regionale della Corte dei conti regionale ha disposto l’apertura di 5.239 nuove istruttorie, procedendo all’archiviazione immediata di 1.284 denunce o segnalazioni; sono state operate 3.868 archiviazioni di istruttorie pendenti, 17 archiviazioni dopo l’emissione dell’invito a dedurre e sono stati archiviati 2.287 decreti di equa riparazione per irragionevole durata del processo. “I dati complessivi dello scorso anno – ha evidenziato Giuseppone – consentono di affermare che la produttività della Procura campana si è mantenuta su buoni livelli quantitativi e qualitativi, tenuto conto del perdurare della scopertura dell’organico del personale amministrativo di supporto”. Tra le principali attività affrontate nel 2024, il procuratore regionale ha posto l’accento sulla citazione in giudizio del presidente della Regione e di alcuni componenti dell’Unita’ di crisi anti-covid, con la quale è stato contestato un danno di 3,7 milioni connesso all’acquisto di 3,5 milioni di ‘smart card’ per la certificazione vaccinale. La Sezione ha accolto in parte la domanda della Procura, condannando il presidente della Giunta, Vincenzo De Luca, al risarcimento di 609mila euro. Nella relazione si segnalano altresì le azioni per l’indebito conseguimento di titoli d’efficienza energetica nei confronti di due imprese del settore per interventi fittizi e mai realizzati, per un danno erariale complessivo di 7,8 milioni di euro. Tra le attività svolte anche l’emissione di numerosi atti di citazione a carico di cittadini che hanno indebitamente beneficiato del reddito di cittadinanza. Sul fronte delle mancate entrate, nella relazione si segnala la contestazione di un danno erariale del valore di 900mila euro ad alcuni assessori del Comune di Napoli per mancata tempestiva adozione del regolamento che disciplina il cosiddetto ‘ribaltamento’ da parte del Comune sui soggetti privati delle spese del personale di polizia locale per l’espletamento dei servizi funzionali alla sicurezza in occasione di manifestazione ed eventi privati. Sempre all’amministrazione comunale partenopea, è stato contestato un danno erariale di 92mila euro per illecita occupazione di un immobile pubblico all’interno di un edificio scolastico per utenze non pagate. Rispetto a un danno erariale accertato di oltre 122 milioni per illecito sforamento dei tetti di spesa nella Asl Napoli 3 Sud, si e’ ottenuto un recupero certo di 6,5 milioni rispetto alla branca della specialistica ambulatoriale e 1,7 milioni per la riabilitazione sociosanitaria e socio-assistenziale.