Betsson Sport ha proposto un nuovo Q&A con protagonista Alessandro Buongiorno, difensore del Napoli. Nel corso dell’intervista, il calciatore si è raccontato, parlando del suo percorso calcistico, delle sue ispirazioni e delle sfide affrontate in carriera. Ha discusso anche dell’impatto di Antonio Conte sulla squadra, nonché dei suoi idoli e delle difficoltà incontrate contro alcuni dei migliori attaccanti del mondo.

“Chi è Alessandro Buongiorno?” Si descrive come una persona “determinata”, che mette sempre il 100% del proprio impegno in quello che fa. Il difensore ha parlato dei suoi modelli di riferimento fin da quando era bambino, rivelando che ha sempre guardato tanti video su YouTube di giocatori come Maldini, Nesta e Cannavaro, considerandoli i suoi principali punti di riferimento. “Mi sono ispirato molto a loro, cercando di rubare qualcosa da ognuno di loro”, ha detto. Se dovesse scegliere un unico idolo, Buongiorno ha precisato che la sua ispirazione maggiore è Alessandro Nesta, per lo stile di gioco. Tuttavia, ha aggiunto che ammirava molto anche Sergio Ramos per il suo carisma e la sua personalità.

Quando si è trattato di parlare delle sfide più difficili in campo, Buongiorno ha citato il nome di Romelu Lukaku, descrivendolo come l’attaccante più difficile da marcare negli ultimi due anni, sia durante la sua permanenza alla Roma che all’Inter.

Se avesse avuto la possibilità di affrontare un campione del passato, Buongiorno non ha avuto dubbi: “Mi sarebbe piaciuto giocare contro Ronaldo, il Fenomeno. Ritengo sia stato un attaccante fortissimo, un campione, quindi se devo fare un nome è sicuramente il suo.”

Il difensore ha anche parlato del suo ambientamento a Napoli e della sua esperienza con il nuovo allenatore Antonio Conte. “La cosa che mi ha colpito di più è sicuramente la voglia che ci trasmette, il modo di comunicare, la cazzimma e anche il fatto che sia un allenatore molto aperto al dialogo, al parlare con i giocatori”, ha dichiarato. “Questa è una cosa che non si trova spesso, soprattutto in allenatori del suo calibro. Lui invece è sempre molto disponibile e, allo stesso tempo, ci fa lavorare tanto, ci chiede molto sotto l’aspetto del comportamento, dell’atteggiamento, del fatto di andare forte.”

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