Vola la Juve Stabia, che espugna Cesena (2-1) e aggancia il Catanzaro al quinto posto: sulla corsa playoff rimbomba distintamente l’eco dei gol di Andrea Adorante, a segno anche al Manuzzi. Complicato non esaltarsi per chiunque ami il classico “numero nove”. Per inciso, il bomber che si carica la squadra sulle spalle, ed al momento di buttarla dentro, riesce ad essere sempre puntuale all’appuntamento sottoporta. Davvero fragorosa la crescita dell’attaccante svezzato nel settore giovanile dell’Inter, letteralmente esploso negli ultimi mesi. Non a caso, a febbraio è stato eletto giocatore del mese AIC. Quasi un’abitudine per lui, visto che era stato premiato pure ad ottobre. All’epoca, però, le Vespe erano una sorpresa della cadetteria e poco altro. Con un unico obiettivo da inseguire, quello della salvezza. Adesso, invece, sono lanciatissime, al punto che immaginare l’accesso alla post-season non è affatto una chimera.
Insomma, è passato solo qualche mese da quando, a suon di reti, aveva contribuito a trascinare la squadra di Pagliuca alla promozione in Serie B. Nondimeno, sembra non volersi fermare. Anzi, pare seriamente intenzionato a insidiare il trono di miglior marcatore del campionato. Tra la vetta della classifica cannonieri, attualmente occupata da Iemmello (15 gol) e Adorante, a quota 13, ci sono in coabitazione Francesco Pio Esposito e Laurienté, fermi a 14. Un dato di per sé notevole. Che diventa ancora più lusinghiero se si considera un piccolo particolare. Adorante ha già battuto il suo personalissimo record in fatto di segnature: 12 gol, che però apparteneva alla Serie C, raggiunto lo scorso anno proprio a Castellammare. L’ottimo feeling con la porta dimostrato in categoria superiore è sinonimo di una punta in grado di adattarsi senza tanti problemi ad un livello indubbiamente più alto.
Classico e contemporaneo
Non vanno dunque trascurati i margini di crescita dell’attaccante classe 2000, animato da un senso della rete che lascia ipotizzare quanto l’exploit attuale non sia casuale. D’altronde, l’allenatore dei gialloblù fa di tutto per metterlo nelle condizioni ideali per cannibalizzare gli ultimi sedici metri. La squadra di Pagliuca gioca un calcio assai qualitativo, che porta tanti uomini nella trequarti altrui. Caratteristica che finisce per esaltare il senso della posizione di Adorante in prossimità della porta. In questo senso diventa significativo constatare come il modo di finalizzare della Juve Stabia permetta al suo centravanti di segnare gol di rapina, con deviazioni sotto misura. Ed al contempo, non spaventarsi se costretto a entrare in contatto col marcatore; situazione dove Andrea, forte di 184 centimetri, è bravo a coprire il pallone col corpo, evitando che l’avversario diretto possa intervenire. Del resto, fare a sportellate è un’arte quasi innata. Saper resistere ai contatti coi difensori che provano ad abbracciarti, tenerli lontani mentre spingono, aggrappandosi con insistenza alla maglietta.
Indipendentemente da come terminerà la stagione della Juve Stabia, incuriosisce il futuro di Adorante, poiché incarna il prototipo dell’attaccante moderno. Salta immediatamente all’occhio, infatti, un certo magnetismo nel convertire in potenziali pericoli qualsiasi pallone transiti dalle sue parti. Difficile allora non immaginare che un profilo del genere in estate non susciti l’interesse di qualche squadra al piano di sopra. A quel punto, lecito chiedersi quanto tempo potrebbe impiegare per prendere le misure alla nuova realtà; specialmente, se riuscirà a confermarsi dominante in A come nel campionato cadetto. L’ideale sarebbe rimanere a Castellammare, e sperare che dalla lotteria dei playoff salti fuori un risultato a sorpresa. Perché i gol di Adorante profumano di sogno.
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