Di Angelo Tortora
(ANSA) – ROMA, 28 MAR – “Oggi non possiamo più limitarci a chiedere la modifica di norme, ma dobbiamo proporre un’agenda organica di riforme che rappresenti una base di discussione con il Governo e il Parlamento. Il nostro obiettivo è presentarci alla prossima assemblea nazionale di Bologna con una piattaforma di proposte concrete utili ad attuare un vero cambiamento”. Lo ha detto il presidente dell’Anci Gaetano Manfredi intervenendo in streaming con la riunione del Coordinamento delle Anci regionali in corso di svolgimento a Milano. Per Manfredi le attuali difficili sfide rappresentano anche “una grande opportunità che si potrà cogliere solamente con una struttura a due livelli: l’Anci nazionale e le Anci regionali, perché le differenziazioni tra le diverse realtà territoriali possono essere molto meglio colte dalle strutture regionali, puntando poi su un coordinamento e supporto nazionale”. Il presidente Anci ha poi indicato i punti da inserire nella piattaforma organica dei Comuni, a partire “dalla finanza locale, l’organizzazione dei Comuni, il personale, i poteri dei sindaci e anche il coordinamento dei diversi livelli territoriali, cui vanno aggiunti una serie di temi verticali, come la casa, i trasporti, la sicurezza”. “I Comuni sono tanti e molto diversi, a fronte di una normativa sempre uguale, tranne qualche differenziazione. Compito di Anci è tenere insieme queste diversità, trovare le modalità per esercitare l’autonomia e da questo punto di vista c’è un contributo forte da parte delle Anci regionali”, ha evidenziato il presidente di Anci Lombardia Mauro Guerra. “Abbiamo aperto un confronto sulle modalità associative e avviato un ragionamento sui piccoli Comuni, abbiamo quindi l’ambizione di rafforzare questo ruolo per dare un contributo concreto all’elaborazione dell’agenda istituzionale dell’Associazione”. Guerra ha ricordato che “le Anci regionali assistono i Comuni anche su servizi e progetti e si stanno sforzando di dare risposte ai Comuni, ai piccoli comuni, per offrire loro competenze. Ma è necessario capire come far circolare le buone pratiche e con quali modalità possiamo operare in questo nuovo momento storico delle autonomie locali. In particolare, “c’è la necessità di aprire una riflessione molto ampia di impatto politico istituzionale sulla riforma della finanza locale”.