(ANSA) – NAPOLI, 26 MAR – “Stiamo vivendo in Campania una stagione di grande potenziamento della sanità. Abbiamo fatto investimenti a partire dalla piattaforma Unica Regionale che ha stravolto e totalmente cambiato il parco tecnologico delle attrezzature negli ospedali”. Così Antonio Postiglione, direttore generale per la tutela della salute e il coordinamento del Sistema Sanitario regionale, spiega la visita che oggi ha fatto al Policlinico di Napoli insieme al presidente della Regione Vincenzo De Luca per l’inaugurazione di alcune delle più recenti innovazioni tecnologiche acquisite dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli. Dal reparto di Neuroradiologia alla nuova sala parto con il connesso blocco operatorio ostetrico-ginecologico, fino al reparto del Dipartimento Materno Infantile e il Centro di Riferimento per la Prevenzione, Diagnosi e Trattamento della Calcolosi Urinaria. “La Campania – ricorda Postiglione – sta per uscire dal piano di rientro sulla sanità e per ora abbiamo ancora il minor riparto dal Fondo Sanitario nazionale, ma nonostante tutto questo e con personale in meno rispetto alle altre Regioni, quelli che ci sono sono veramente appassionati che ci stanno consentendo di dare risposte di qualità al nostro sistema sanitario regionale”. Postiglione spiega che tra le nuove tecnologie “si inizia la scoperta del nuovo percorso stroke che si occupa dell’ictus ora con una risonanza magnetica con intelligenza artificiale sicuramente di ultima generazione. C’è poi il nuovo reparto di ginecologia di ultima generazione. Abbiamo delle soddisfazioni che ci consentono di toccare con mano quello che è il processo e il progresso che stiamo mettendo in campo nonostante le difficoltà di cui parlavo”. Postiglione nel Policlinico dove studiano i medici del prossimo futuro, spiega che restano i problemi sul personale: “La carenza di personale – spiega – è un problema nazionale, ci sono delle necessità di cambiare le norme di un paese che prevede ancora dei contratti collettivi nazionali che mortificano la professionalità di operatori che stanno in trincea come i medici di emergenza, gli infermieri e OSS. Visto il loro carico di lavoro è evidente che se non c’è un passo nelle norme generali, noi assisteremo ancora a questi ricorsi agli interinali, alle partite IVA, in percorsi anomali per dare una risposta all’emergenza. Serve invece una buona pianificazione, un buon dialogo tra il Ministero della Salute e il Ministero della Università che potrebbe risolvere con una sana programmazione i nodi”.

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