Il dibattito sul suicidio assistito in Campania continua a essere segnato da rinvii e tensioni politiche. Il Consiglio regionale ha nuovamente posticipato la discussione sulla proposta di legge per il fine vita, suscitando critiche da diverse parti politiche.
Il capogruppo della Lega, Severino Nappi, ha accusato il Partito Democratico e il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, di aver bloccato il voto appellandosi a “inesistenti cavilli burocratici”. “L’assenza del governatore dimostra il disinteresse verso una scelta di civiltà, etica e coscienza”, ha dichiarato Nappi, sottolineando che, per protesta, la Lega ha abbandonato l’Aula.
Anche la consigliera indipendente Marì Muscarà ha espresso forte disappunto, definendo “incomprensibili” i continui ritardi su una legge che garantirebbe dignità ai malati terminali. “Il Consiglio trova tempo per discutere della ‘Giornata del Ragù’ o delle majorette, ma non affronta con serietà un tema tanto delicato”, ha affermato, aggiungendo che il rinvio è stato deciso nonostante la maggioranza dell’Aula sembri favorevole all’approvazione.
Nel frattempo, le polemiche su De Luca non si fermano. Il deputato casertano di Fratelli d’Italia, Gimmi Cangiano, ha attaccato il governatore per le sue dichiarazioni sull’Asi di Caserta durante un incontro con Confindustria. “De Luca usa il suo ruolo per mistificare la realtà e offendere”, ha detto Cangiano, accusandolo di aver ignorato per dieci anni le difficoltà degli imprenditori casertani. “Il tempo delle sue manovre è finito. Caserta sarà il punto di partenza per il rilancio della Regione”, ha concluso.