Napoli si fa portavoce di un messaggio di speranza in un momento storico segnato da guerre e conflitti. A lanciare questo segnale di resilienza è il sindaco Gaetano Manfredi, che ha sottolineato l’importanza simbolica dell’inaugurazione delle celebrazioni per i 2500 anni della città con la proiezione di Napoli Milionaria, opera scritta e interpretata da Eduardo De Filippo, al Teatro San Carlo.

“Napoli in questo momento globalmente difficile è la città della speranza e mandiamo a tutti questo messaggio. La vita è fatta di giorno e di notte, ognuno di noi ha superato nottate e forse ne dovrà superare altre, ma, come dice Eduardo, queste nottate dovranno passare. Questo è l’augurio che facciamo a questo mondo così difficile, pieno di guerre e conflitti: Adda passa’ ‘a nuttata perché vogliamo un mondo migliore e lo diciamo da Napoli, ricordando i 2500 anni della nostra storia”, ha dichiarato Manfredi all’arrivo al San Carlo.

Il sindaco ha evidenziato la valenza storica e culturale dell’evento, ricordando che Napoli Milionaria segnò la riapertura del Teatro San Carlo nel Dopoguerra, un momento chiave per la rinascita della città dopo le devastazioni belliche. “Aver scelto di aprire con Napoli Milionaria qui al San Carlo – ha spiegato – è anche un inizio molto simbolico perché significa ricordare uno degli episodi più importanti dal punto di vista artistico e civile della Napoli del Dopoguerra. Era una Napoli che rinasceva dopo le sofferenze della guerra e che ritrovava nel suo teatro e nel suo popolo la forza per ripartire”.

Tommaso De Filippo, nipote di Eduardo e figlio di Luca, ha sottolineato la forte connessione tra l’opera e la città: “È una bellissima serata perché si intrecciano due date così importanti: l’inizio delle celebrazioni per i 2500 anni di Napoli e il compleanno di questa splendida commedia, forse la più importante di Eduardo. Inoltre, per me è un grande orgoglio e un grande onore avere ancora una volta vicini la città di Napoli, il Comune e l’affetto di questo splendido pubblico che solidifica il legame tra Eduardo e questo luogo”.

L’attualità dell’opera eduardiana è stata ribadita da De Filippo, che ha ricordato come il dramma della nottata da superare non riguardi solo la bambina malata nella commedia, ma un’intera società devastata dalla guerra, un tema tristemente attuale. “Purtroppo ancora racconta molto: la nottata deve passare per una bimba malata, ma anche per una città e per una società devastate dalla guerra come purtroppo ce ne sono ancora oggi e dunque il messaggio è ancora forte e chiaro”.

A livello personale, Tommaso De Filippo ha ricordato con affetto il suo legame con Napoli Milionaria, avendo avuto l’opportunità di partecipare, da bambino, alla versione diretta da Francesco Rosi con suo padre Luca in scena. “Ero un giovane Pasqualino Pittore che si travestiva da suora e andava sul palcoscenico a pregare al capezzale del finto morto. È una commedia speciale nei miei ricordi personali anche nei confronti del mio papà”.

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